IL MARKETING IMMOBILIARE AI TEMPI DI TRUMP

Trump

In relazione alla campagna elettorale di Trump si è parlato di comunicazione della post-verità: la promozione avviene sempre più spesso sulla base di informazioni non completamente veritiere (quando non deliberatamente falsate), che però vengono considerate vere malgrado la loro dimostrabile infondatezza.
È una forma efficacissima di marketing e non è un caso che sia diventata l’arma vincente di un “immobiliarista” come Trump.

Sempre più spesso ho la sensazione che la comunicazione della post-verità sia largamente in uso anche fra noi attori del mercato immobiliare.
Le metrature diventano elastiche. L’ubicazione esatta dell’immobile diviene liquida. I difetti (reali) si offuscano dietro i pregi (illusori) di un grandangolo.
Al cliente -immerso nel flusso ininterrotto di inserzioni pubblicitarie- non viene dato il tempo di riflettere, di fermarsi a combinare insieme emozioni e fatti.

Il valore aggiunto della nostra professione va invece ricercato nell’esatto opposto di tutto questo: nella lenta costruzione della verità. Per essere agenti immobiliari e non venditori “da franchising”.
Verità e professionalità devono accompagnare il cliente nel lungo percorso dell’acquisto, che può terminare proficuamente solo quando l’emotività si ricongiunge alla realtà.

Il nostro lavoro è vendere e affittare.
Farlo bene però significa farlo aderendo alla realtà dei fatti, stimolando la ragione e non l’emotività.
E questo è ciò che, da oltre venti anni, noi dello Studio Immobiliare Serena cerchiamo di fare quotidianamente.

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